poniedziałek, 9 lutego 2026

"Quanto a voi, fratelli, non stancatevi di fare il bene."

 "Quanto a voi, fratelli, non stancatevi di fare il bene."

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San Paolo, nella sua Lettera ai Tessalonicesi, affronta un problema molto concreto e allo stesso tempo doloroso all’interno della comunità: l’ingiustizia. L’Apostolo osserva persone che vivono «in modo disordinato» — non lavorano, approfittano degli altri e creano confusione.
In un simile contesto, nei cuori delle persone oneste e zelanti nasce una tentazione naturale: il cinismo e lo scoraggiamento. Quando vediamo che altri non rispettano le regole, che i nostri sforzi vengono sfruttati e che i “furbi” sembrano avere una vita più facile, nel cuore si affaccia un pensiero: «Perché dovrei continuare a impegnarmi? Se loro non lo fanno, allora rinuncio anch’io».
È proprio in questo momento che san Paolo pronuncia la sua frase chiave:
«Quanto a voi, fratelli, non stancatevi di fare il bene.»
Il termine greco usato qui (ekkakeō) significa letteralmente: «non cedere al male», «non perdere d’animo», «non indebolirsi interiormente». Paolo ci sta dicendo: non permettete che la mediocrità degli altri distrugga la vostra nobiltà. Il vostro punto di riferimento non è il comportamento del vicino pigro, ma Cristo stesso.
2. L’insegnamento di Sant’Antonio Maria Zaccaria
(sulla base della spiritualità barnabitica e dei materiali presenti su [www.antonizaccaria.eu](http://www.antonizaccaria.eu))
Sant’Antonio Maria Zaccaria (1502–1539), fondatore dei Barnabiti, fu chiamato l’«Apostolo di Paolo». Il suo insegnamento si inserisce perfettamente in questo passo, perché per tutta la sua vita combatté contro il più grande nemico del “fare il bene”: la tiepidezza.
Nelle pagine dedicate alla sua spiritualità (antonizaccaria.eu) emerge un’idea chiave come rimedio allo scoraggiamento: **la crescita costante**.
Sant’Antonio scriveva ai suoi figli spirituali parole che risuonano profondamente con l’esortazione di Tessalonica:
«Era mio desiderio vederti crescere continuamente nella perfezione. Perciò fu per me come una pugnalata al cuore quando casualmente venni a sapere [che eri diventato tiepido]…»
Zaccaria ci insegna che nella vita spirituale non esiste una condizione di immobilità. “Non stancarsi” non significa semplicemente restare dove si è, ma avanzare continuamente.
La lotta contro la tiepidezza: secondo sant’Antonio, lo scoraggiamento inizia quando smettiamo di tendere alla «grande perfezione». Se ci accontentiamo del minimo — solo di ciò che è strettamente necessario — finiamo presto per assomigliare a coloro che san Paolo rimprovera: persone «occupate in cose che non li riguardano».
La santa follia per Cristo: sul sito citato ricorre spesso l’atteggiamento della «santa follia». Per non stancarsi di fare il bene in un mondo pieno di egoismo, abbiamo bisogno di uno zelo che agli occhi del mondo appare come follia. Solo fissando lo sguardo sul Crocifisso (cuore della spiritualità di Zaccaria) si trova la forza per lavorare quando altri riposano e per servire quando altri pretendono di essere serviti.
3. Conclusioni pastorali: come vivere oggi questa parola?
Unendo l’esortazione di san Paolo con il fuoco di sant’Antonio Maria Zaccaria, possiamo ricavare tre indicazioni pratiche per la nostra vita:
Separare il proprio cuore dal comportamento degli altri.
Il fatto che qualcuno intorno a te (al lavoro o in famiglia) sia pigro o pretenzioso non ti dispensa dalla chiamata a essere una «persona d’ordine». La tua laboriosità e bontà devono essere una testimonianza, non una reazione agli applausi o alla gratitudine.
Il rimedio allo scoraggiamento è il “di più”, non il “di meno”.
Quando ti senti stanco di fare il bene, sant’Antonio Maria Zaccaria consiglierebbe non una fuga nel minimalismo, ma un ritorno allo zelo delle origini. Paradossalmente, ci stanchiamo meno quando facciamo qualcosa con grande amore per Dio, che quando lo facciamo controvoglia, lamentandoci degli altri.
Il lavoro come via di santità.
Paolo ci esorta a lavorare «con tranquillità». Il lavoro non è una punizione, ma un modo per custodire la dignità ed evitare le «cose inutili» (pettegolezzi, intrighi, vuoto). Compiere fedelmente i propri doveri — anche quando nessuno ci vede — è una forma potente di preghiera.
Conclusione
Che la vista della debolezza altrui non diventi mai per noi una giustificazione della nostra mediocrità. Come ci insegna Sant’Antonio Maria Zaccaria: corriamo verso Dio come folli, senza voltarci indietro a guardare chi ha scelto di restare fermo.

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